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    • La Coturnice

      HABITAT

      La coturnice vive in ambiente di media e alta montagna, predilige luoghi con presenza numerosa di sassi alternati a pratine, boschi radi (in particolare faggete); staziona sovente in prossimità di strapiombi e rocce inesplorabili. Come cibo preferisce insetti vari: coleotteri, formiche, ragni, chiocciole, grilli, larve, lumachine; naturalmente si ciba anche di germogli e semi, bacche di ginepro, mirtilli e lamponi. Fondamentale è saper riconoscere il canto dei cotorni e il diverso significato; l'ascolto del canto al buio, prima del farsi giorno, è fondamentale per avere certezza della loro presenza, ma soprattutto per la loro localizzazione, anche se al sorgere del sole si sarà trasferita nelle località di pastura predilette. In questo caso il suo canto è ascoltabile anche a 500 m. di distanza e può essere paragonabile ad un ripetersi di "cich ci ciach, cicihci ciciachci, ci cich ci ciach", che così scritto e letto farà sorridere ma che sentito sul campo, con la potenza e la tonalità emessa dalle coturnici ti farà venire tanta di quella adrenalina che le gambe ti tremano e il cuore ti sobbalza in gola quel canto lo ricorderai e lo sognerai per sempre. Vi egrave; poi un diverso canto che esprime pericolo, un suono molto stridente e non facilmente descrivibile, ricorda, seppur amplificato, quello delle starne e si può riassumere in una serie di " c,ch,r,ch ".


      L'IMPORTANZA DELLE FATTE

      Per una certezza della presenza effettiva delle coturnici è fondamentale la conoscenza delle fatte (escrementi),da queste si può riconoscere anche il sesso degli uccelli: nella femmina le fatte sono a forma di chiocciola, nel maschio sono allungate e di forma cilindrica. Il colore è sempre di tonalità verde con la parte finale bianca-grigio; se rileviamo una consistente deposizione di fatte possiamo dedurre che ci troviamo in presenza di dormitori(quindì buon segno per la ns. caccia),ma anche il numero degli uccelli che compongono la brigata .Fatte lucide,appiccicose sono evidentemente recenti;opache e friabili ovviamente sono fatte vecchie.



      IL CANE

      In nessun'altra pratica venatoria come questa è fondamentale il cane. Occorrono cani che alle grandi doti olfattive uniscano quelle di grande ricerca; cani avidi di selvaggina, dotati di gran fondo, resistenti alla fatica e al clima, alle alte e basse temperature, insensibili al dolore delle ferite che le pietre taglienti recano ai loro piedi. Cani ben collegati e in possesso di ferma statuaria,recuperatori e riportatori perfetti; quando si ha l'occasione di abbattere una coturnice è delittuoso, "da suicidio venatorio", perderla perchè caduta in un orrido sottovalle,distante anche più di 100 m.e inaccesibile, ecco perchè il nostro cane deve essere perfetto! Le razze da me ,e non solo,preferite sono quelle inglesi:setter e pointer ma anche il kurzaar si dimostra validissimo,altri li sconsiglio.





      ABBIGLIAMENTO

      Oggi per quanto riguarda l'abbigliamento c'è solo l'imbarazzo della scelta,importante è che sia di buona qualità, possibilmente tecnico. Capi che permettano una facile traspirazione e che mantengano costante la temperatura corporea; abbigliamento a cipolla, possibilmente a tre strati, da variare a secondo della temperatura. Fondamentale è la scelta della giacca a vento,che deve essere leggera e completamente impermeabile (tipo gore-tex), meglio con le cuciture termosaldate e le apertura a zip sotto le ascelle; ovviamente la giacca và sempre portata anche se è sereno e la temperatura fosse di 30°.In montagna i cambiamenti climatici sono sempre in "agguato" pioggia, vento neve e freddo non mancano mai di sorprenderci e lo zaino a che serve? Grande importanza riveste la scelta dei scarponi, che devono anch'essi essere di ottima fattura, preferibilmente in pelle con membrana impermeabile, suola in vibram e autopulente, in modo che la breccia non resta incastrata e procuri, così, rischi di cadute e scivoloni che in alta montagna possono risultare drammatici. Personalmente consiglio scarponi che abbiano un'altezza superiore alla caviglia, ma non devono arrivare all'altezza del polpaccio perchè impedirebbero una flessibilità della gamba. L'importante è che la caviglia rimanga fasciata e rigida, così da evitare movimenti anomali e rischi di distorsione. Ricordiamoci che se i nostri piedi soffrono non solo non andiamo da nessuna parte, ma soprattutto rischiamo di non tornare, e rimanere su una montagna soli e sofferenti non è certamente il massimo. Per quanto riguarda gli altri capi di abbigliamento consiglio solamente di portare nello zaino una maglia di riserva intima, del tipo traspirante, da utilizzare in caso di sudorazione eccessiva, si rimarrà asciutti e ne guadagneremo in salute.


      LA RICERCA DELLE COTURNICI

      Detto che la coturnice Appenninica vive in un areale distribuito tra gli 800 e i 2200 m. di altitudine, cerchiamo di definire un metodo di ricerca della stessa. Nelle giornate di bel tempo, con cielo sereno e assenza di vento, le difficoltà d'incontro sono maggiori ed è difficile avvicinarle; fondamentale è la conoscenza del posto e delle abitudini degli uccelli. Viceversa nei giorni che preannunciano cambiamenti climatici, l'arrivo di perturbazioni e del brutto tempo, è relativamente più facile che il cane riesca ad incontrare; le coturnici involate si sbrancheranno e poi si richiameranno per riunirsi. Sono queste le migliori occasioni che si possono presentare al cacciatore di montagna che io, come altri appassionati, amo chiamare "COTURNAT" in segno di riconoscimento delle sue capacità. Nei mesi di settembre e ottobre le coturnici prediligono l'areale al disopra delle faggete, quasi in prossimità di esse, e le pratine al sole dove oziano pigramente dopo aver mangiato. Nei mesi di novembre e dicembre è invece necessario battere tutte le zone sovrastanti, anche le più impervie (ovviamente assicurandoci sempre della nostra incolumità perchè ogni posto, ogni metro, può essere quello buono. La scarsità di cibo e spesso le nevicate portano le cotorne a spostamenti erratici anche di notevole distanza (decine di km); bisognerà cercare anche in prossimità di strapiombi, colatoi, terrazze e morene. Importante è la conoscenza della montagna, inutile cambiare luoghi di caccia in continuazione perchè non incontriamo selvatici: questa è una regola da adottare solamente se si ha la certezza assoluta dellla NON presenza delle coturnici nel luogo di caccia. Io sono solito dire che come i boschi per le beccacce, le montagne sono per le coturnici dei grandi alberghi e ristoranti, sta a noi scoprire dove preferiscono riposare e dormire. Fondamentale per riuscire in una caccia dura e difficile come questa è l'amore per la montagna: volontà, determinazione e sacrificio sono le caratteristiche fondamentali che costituiscono il dna del "coturnat"; la fortuna è un'alleata preziosa.



      FUCILE E CARTUCCE

      Qui esprimo una mia personale opinione: la caccia in montagna dovrebbe essere limitata ai fucili a 2 colpi, ma con 2 sole canne! I Semiautomatici andrebbero vietati in questa caccia perchè antisportivi e distruttivi; troppo facile inserire 4 cartucce nel serbatoio e farla franca, si caccia in quote alte e i controlli li fanno in basso, molto più comodo. Inoltre qualora si avesse l'opportunità di trovare una brigata di uccelli di recente covata, con soggetti non completamente sviluppati, i danni sarebbero irreparabili! Quindì doppietta o sovrapposto con canne di 65/67 cm,strozzature **** e **; si tenga presente che il tiro è quasi sempre d'istinto ed effettuato, spesso, in condizioni disagiate. Facilmente intuibile che il fucile deve essere leggero e venire rapidamente su, senza difficoltà alcuna. Un consiglio banale ma utilissimo: togliere la cinghia in modo da evitare di mettere il fucile a tracolla, se si ha un'occasione è imperdonabile perderla così. Il tiro, come detto, non avviene mai in condizioni facili: la fatica annebbia i riflessi e il terreno sovente è talmente disagiato che si deve rinunciare alla possibilità di poterci piazzare al meglio per servire il nostro cane. Le coturnici predilgono involarsi in giù, precipitandosi a valle sfruttando ogni riparo naturale, rocce o cespugli, e si sottraggono velocemente alla nostra mira. Per tali motivi consiglio di cacciare sempre al d sotto del proprio cane in modo da sparare ad uccelli di punta o che ci sfiancheranno di lato, "così è un pò più facile colpire..". Consideriamo che ad un cotorno cui si tira di punta occorre sparare circa 1,5 m avanti, se ci sorvola e oltrepassa occorre tirargli il colpo circa 3 m avanti e in basso, più facile a dirsi che a fare. Per la numerazione del piombo 8/7 e 6 ad inizio stagione, poi 6 e 4 in stagione inoltrata. Consiglio di portare un numero limitato di cartucce, personalmente porto sempre e solo otto cartucce, e questo per due motivi:


      • Il limite max di abbattimento è di 2 capi, quindì ho a disposizione 4 cartucce a selvatico,nell'ipotesi che le sparassi tutte qualcosa dovrei aver preso...altrimenti meglio lasciar perdere. La realtà è che quelle 8 cartucce ci potrebbero accompagnare per tutta la stagione(!),sapeste quante volte succede;
      • Considerando che nel nostro zaino dovranno trovare spazio, tra le tante cose indispensabili come la giacca a vento, una maglia intima di ricambio, l'acqua per noi e per i nostri cani, spray antidolorifico e cibo (a proposito consiglio alimenti energetici di veloce assimilazione e digeribilità,lasciate a casa i mega panini farciti di leccornie varie) è inutile appesantirci ulteriormente con il peso di cartucce sufficienti a fare una guerra.




      IL"COTURNAT"

      I Coturnat sono cacciatori veri (non si offendano gli altri, è solo per dare una misura della difficoltà di questa caccia), rincorrono un sogno antico, quasi primitivo.
      Sono una razza quasi in estinzione: vagando per le montagne, sperduti nella maestosità delle grandi montagne, più che le coturnici sfidano se stessi in un ambiente impervio dove resiste il fascino della VERA caccia.
      Quando ho iniziato a cacciare questi magnifici uccelli che sono le coturnici, ero accompagnato da Coturnat con capelli grigi, ancora oggi sono loro grato.
      Se qualcuno oggi volesse unirsi ad un Coturnat dai capelli grigi mi può inviare un "mp", ma tenga ben presente che questa è una caccia avara di carnieri; offre emozioni intense a chi ama la natura e la vive come palestra di vita non solo venatoria "se non si ama il sacrificio è meglio lasciar perdere".






      Tratto dal Thread Coturnici: Tecniche di caccia

      Autore : fausto l'aquila