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    • La Beccaccia

      LA BECCACCIA “ SCIENTIFICA ”

      Autore Enrico Cavina



      LA CACCIA

      La Letteratura offre importanti e qualificati studi prevalentemente svolti nelle aree di nidificazione e di svernamento: così tanti che hanno portato ad affermare che per condurre un’adeguata politica di controllo venatorio la beccaccia può essere considerata un uccello “sedentario” nell’areale Europeo (Fadat C. 1989-2007; Ferrand 1989; Wilson 1979; Gossman e al.1979 dal Forum sul Web di Amici Scolopax Rusticola). La validità (“evidence based” di questi studi che appunto sono stati condotti in aree fisse (riproduzione,svernamento) è indiscutibile per le opportunità di approfondimenti metodologici che ne sono scaturiti. Ma è altresì innegabile che esiste tuttora una carenza di analoga approfondita ricerca scientifica dedicata ai territori di transito migratorio. Non è quindi fuori luogo sottolineare che l’Università di Oxford (UK) ha istituito e finanziato uno studio a partire dall’Aprile 2008 dedicato a “Migration and winter ecology of Eurasian Woodcock” dove il primo obbiettivo è “gain a better understanding of woodcocks’ movements between breeding and wintering grounds within Europe “!! Dato che questa iniziativa Universitaria è, ovviamente per Sede (UK)–, dedicata alle linee migratoria che interessano, con modalità quasi esclusive, le Isole Britanniche, sarebbe auspicabile sollecitare analoga iniziativa per la Penisola Italiana .E’ a questo punto che sono necessari alcuni dati numerici di base relativi al census in Europa.

      CENSUS: Popolazione Europea

      (Bibby C.I. e coll. – Bird Census Techniques – Second Edition Academic Press, London, 2000)La popolazione Europea di beccacce è stimata intorno a 15 milioni, con un trend considerato stabile negli ultimi 15 anni. Questa stima –non da tutti condivisa riguarda i Paesi Europei, includendo la Russia Europea, per un territorio globale di circa 10 milioni di Km/quadrati (International Waterbirds Census IWC, Istituzione operativa con 20.000 siti e 15.000 operatori in 120 Paesi – rapporto 2006).


      NIDIFICAZIONE

      Le popolazioni nidificanti in Europa sono così stimate ( dati da Stroud e al. 2004-2006):

      • Russia: 6-7 milioni
      • Francia: 100.000-300.000
      • U.K.: 8.500-21.500

      Dati più specifici sono nel Draft “European Union management plan for woodcock (Scolopax Rusticola) 2006-2009”, dove i dati numerici sono appunto per “coppie” per un totale Europa di 1.800.000 – 6.600.000 coppie e per i soli Paesi della U.E. sono 466.280 – 1.453.610 coppie. Quindi non si può non rilevare come alcuni di questi dati sono discordanti da quelli sopra riportati (Stroud e al. 2004-2006): tutti questi riferimenti di “stima/census” riportati nella Letteratura anche più qualificata evidenziano sempre una “forbice” che è di per se significativa dell’approssimazione dei metodi di censimento. Comunque sono da riportare altri dati che appaiono importanti ed indicativi:

      • Russia: 1.200.000-500.000 coppie
      • Bielorussia: 100.000-200.000
      • Finlandia: 100.000-150.000
      • Svezia: 250.000-1.000.000
      • Norvegia: 30.000-50.000
      • Polonia: 20.000-100.000
      • Paesi Baltici: 50.000-100.000
      In Italia sono stimate 80-150 coppie (Nord Italia – zone pre-alpine), confermate 100 coppie, da Aradis A. e l. (2007).In definitiva il 90% della popolazione Europea nidifica in Russia, Bielorussia, Scandinavia.


      MIGRAZIONE – SVERNAMENTO

      Consideriamo a parte alcune popolazioni propriamente Europee considerate “residenti” in aree “marittime” o centrali occidentali: quelle delle isole Britanniche migrano “a breve” tra Inghilterra ed Irlanda e poco a Sud, quelle dell’entroterra Francese migrano per lo più “a breve” a Sud (Francia, Spagna, Marocco). Tutte le altre popolazioni sono considerate propriamente “migranti” dalle lontane aree di nidificazione alle lontane aree di svernamento (migrazione più lunga) ad Ovest/Sud-Ovest/Sud/Sud-Est. Queste aree di svernamento s’identificano in tutti i territori adatti (principalmente boschivi in grandi estensioni) di tutta la Francia occidentale lungo la costa Atlantica e prima e dopo (in Spagna) la catena Pirenaica. L’altra zona di svernamento è in tutto il bacino del Mediterraneo (incluso il Nord Africa) ma anche all’interno della Penisola Balcanica e poi per le correnti più orientali – i bacini del Mar Nero e del Mar Caspio. A parte va considerata la migrazione Asiatica, dalle zone di nidificazione ad Est degli Urali, sino in Vietnam ed in India. In Italia (Penisola ed Isole Maggiori) la popolazione propriamente svernante è stimata tra 50.000-100.000 (Gariboldi e al. 2004).La stragrande maggioranza delle popolazioni Europee nidificanti in Scandinavia,Russia,Bielorussia migra e sverna nella Francia Nord e Sud Occidentale sino in Spagna e Marocco. La rotta migratoria di questi contingenti è principalmente NE – W/SW e corre sui territori delle coste Baltiche attraversando poi il Nord e Centro Europa (Polonia,Belgio,Germania). Le mappe di migrazione più interessanti a livello Europeo sono quelle riportate da Dobrynina I.N. e Kharitonov S.P. (Ringing Centra of Russia – 2006) e sono rappresentative dell’evoluzione dei risultati d’inanellamento nei decenni Va sottolineato – come più volte faremo anche in seguito – che la pochezza dei ritrovamenti (abbattimenti) e ricatture riesce solo a dare dati riferiti a qualche migliaio di casi diluiti in quasi mezzo secolo rispetto ai milioni di uccelli migranti. Comunque i risultati dell’inanellamento sono ancora l’unica base di ricerca scientifica sulla migrazione della beccaccia.


      Tavole da Dobrynina I.N. e Kharitonov S.P. (2006).

      La più recente mappa sulla migrazione in Italia è ben riportata dai recentissimi lavori dell’Istituto Naz. Fauna Selvatica e Castelporziano (2007), lavori dei quale faremo in seguito ampia citazione. In precedenza era punto di riferimento la mappa riportata nella monografia di Celano. Torneremo comunque su questo aspetto “ zone di nidificazione-zone di transito-zone di svernamento” che include anche le caratteristiche genetiche della specie e sub-popolazioni, ed inoltre tutti quei movimenti e/o “calate” invernali con percorsi limitati o a “fisarmonica” per lo più legati alle condizioni di gelo prolungato. Interessante comunque segnalare sin da adesso quanto rilevato da Dobrynina e coll.(2006): le analisi statistiche su inanellamento evidenziano (vedi tavole sopra) che le distanze di percorso migratorio –pur dovendosi considerare molte variabili temporali – sono andate progressivamente allungandosi nei decenni. Nel decennio 1950-60 per 23 controlli la distanza media era 1519 Km, sino al decennio 1980-90 per 67 controlli era diventata di 2300 Km (800 Km in piùe questo incremento risultava analogo sulle rotte Nord-Sud e sulle rotte Est-Ovest.

      DATI VENATORI

      I dati circa il prelievo venatorio risultano apparentemente ancora approssimativi, a parte i più recenti ottenuti in Francia e Russia.

      • Francia: (1974-75) 1,5 milioni abbattiti; (1983-84) 1,3 milioni; (1998-99) 1,2 milioni
      • Russia: (2006) 200.000 inclusa l’area degli Urali e di questi 140.000-150.000 maschi abbattuti in Primavera e 40/50.000 uccelli M/F in Autunno/Inverno
      La maggior parte degli abbattimenti avviene nella Russia Centrale (Primavera/Estate) : 90.000 (Blokhin Y.Y. e al. 2003-2006). La stima globale in Europa riporta un “carniere” di 3-4 milioni (Duriez O. e al. 2006) Spanò S. (2007) riporta 3-5 milioni. Nel Draft “ E.U management plan for woodcock 2006-2009 “ è riportata una Tabella “venatoria” limitata ai Paesi della U.E. dove i dati più eclatanti sono:
      • Francia: 1.168.20
      • Italia: 500.000-1.500.000
      • Grecia: 450.000-550.000
      • U.K.: 150.000
      • Danimarca: 25.000

      In Italia Spanò S. (2007) giustamente denuncia la pochezza dei dati certi , e rileva che circa la metà degli abbattimenti è riferita a Francia e Italia (stime). In Italia una stima in estrapolazione di dati ottenuti “a macchia di leopardo” si colloca in una forchetta tra 500.000 – 1.000.000 (già molto meno di 1,5 milioni, n.d.A.). Per quanto riguarda la nostra finalità di “rassegna” e studio (elementi propri della “pura” migrazione) è necessario fare alcune considerazioni. Dai dati certi ottenuti in Russia – solo recentemente con il monitoraggio del Servizio di Stato Goskhotutchet – si rileva che nelle aree di nidificazione (caccia primavera/prima estate) il prelievo venatorio (maschi alla croule) rappresenta il 75 % di tutto il prelievo annuale (periodo di residenza + periodo di migrazione/svernamento) . In Francia nel periodo di migrazione/svernamento il calcolo del prelievo è cumulativo sugli uccelli migranti, residenti (comunque pochi), e svernanti.In Italia dove la popolazione svernante nel Sud e Costa tirrenica è stimata 50/100.000 – si può ritenere che l’ 80-90 % del prelievo avviene su uccelli in migrazione pura (in transito) e/o in saltuari periodi di sub-migrazione a fisarmonica (gelo) dai Balcani alla costa Sud dell’Adriatico. Spanò S. (2007) sottolinea come per l’Italia i soli dati reali, ma allo stesso tempo sottostimati (o meglio …. sottocertificati sui tesserini) riguardano Liguria, Lombardia e Toscana con circa 50.000 abbattimenti annui.La stima (approssimativa deduttiva dai dati in Letteratura) dell’80 % dei prelievi (Italia) esclusivi su uccelli migranti, può essere ben trasferita su Grecia, e forse un po’ meno sui Balcani (Nord – Centro – Paesi ex-Jugoslavia) dove più consistenti possono essere i contingenti in svernamento, sempre comunque suscettibili di spostamenti simil-migratori più a Sud o verso l’Italia in periodi di geli prolungati. Non esistono in Letteratura consultabile (ciò forse anche per motivi linguistici) dati, neppure indicativi, circa la situazione nel bacino del Mar Nero, che comprende le aree di Crimea (Ucraina), Sud-Russia, Georgia, Bulgaria, Romania e soprattutto Turchia (area costiera anche sull’Egeo) dove di certo su un areale boschivo molto vario (biodiversità per estensione ed altitudine pre-costiera, svernano alcuni milioni di beccacce migranti un poco dal Nord e molto dal Centro e Centro-Est della Russia. Qui nel bacino Mar Nero il prelievo avviene in fase iniziale di svernamento (costa Nord e Crimea) o di consolidato svernamento (Turchia,Georgia): il prelievo è di certo legato in buona parte al turismo venatorio (comunque molto localizzato ad aree ristrette – leggi Crimea) ma soprattutto dovuto alla enorme pressione locale serotina con caccia all’aspetto ,che si sviluppa per migliaia di casolari e siti contadini per centinaia di chilometri sulla costa turca (osservazione personale) o dovuto alla caccia in battuta (cacciatori locali) in presenza di “calate” da gelo o addirittura con fari nelle zone di pastura notturna . Rispetto a questo fenomeno “locale” – per esperienza personale di oltre 10 anni – il prelievo da turismo venatorio è solo un ago in un pagliaio. Condizione analoga è rilevabile nel bacino del Mar Caspio (Atzerbajan,Iran) ed è però da riferire molto di più alle popolazioni nidificanti ad Est dei Monti Urali e migranti lungo o attraverso le coste del Mar Caspio. Dai dati esposti in Letteratura (riferendoci quasi esclusivamente alla Letteratura specifica degli ultimi 15-10 anni), e qui in buona parte selezionati, possiamo forse azzardarci a trarre alcune considerazioni numeriche, sempre tenendo presente che questi dati derivano da stime spesso approssimative, estrapolate da dati certi limitati, e comunque basate su metodologie scientifiche:

      • 15 milioni di beccacce presenti in Europa, Russia;
      • il 90 % nidifica in Russia, Bielorussia, Scandinavia e quindi certamente migra e lo fa a lunga distanza;
      • il 10 % nidifica più ad Ovest e Sud-Ovest (Francia,Isole Britanniche,Centro Europa) e nel periodo invernale può migrare su corte distanze e quindi ha opportunità di contatti con le popolazioni più Nordiche , e quindi si “mischia” al più grande contingente (90%) migrante e svernante in aree in comune; in tal senso è quindi cumulabile nel potenziale “oggetto” venatorio globale;
      • il prelievo venatorio nelle aree di nidificazione avviene al 75% in Primavera e ciò non è più Francia, U.K. e Paesi U.E. perché vietato;
      • la stima del prelievo venatorio Europeo annuale si colloca in una forchetta tra 3-6 milioni;
      • rimane da stabilire quanto di questo prelievo avviene nei luoghi propri di definito e solido svernamento e quanto avviene invece nei luoghi propriamente di transito migratorio; nelle isole Britanniche (Hoodless A.e al. 2003-2006) il problema è più particolare dipendendo anche da migrazioni “corte” interne alle isole (Irlanda) e da migrazioni “solide” o a “fisarmonica” dalla Penisola Scandinava ;
      • in Francia il prelievo venatorio, scientificamente studiato (ICA), si evidenzia maggiore e più stabile nel periodo proprio di svernamento (Cau J.F. e al. 2003-2006): il prelievo Francese (1.200.000 annui) rappresenta il 30-40% di tutto il prelievo Europeo (Duriez O.e al.2003-2006) stimato in 3-4 milioni (N.B. stima ridotta rispetto a quelle già espresse in precedenza – ndA); essendo questo prelievo realizzato principalmente ad Ovest, Sud-Ovest, così come anche nella Spagna N/W,Portogallo e Marocco , è intuitivo riferirlo principalmente al contingente che ha finito la migrazione ed è “residente svernante”;
      • in Italia il prelievo venatorio si collocherebbe in una forchetta approssimata (vedi Draft U.E 2006-2009 ; Spanò S. 2007) tra 500.000-1.000.000/1.500.000, e dobbiamo tener conto che la popolazione stimata svernante è solo tra 50.000-100-000 uccelli;
      • questo potrebbe valere anche per la Grecia che ha una stima (verosimilmente in difetto) di 500.000 uccelli cacciati.
      • Appare quindi evidente che in questi Paesi (Italia, Grecia) il prelievo venatorio avviene per oltre l’80 % sulle beccacce (memento: la popolazione Europea è stimata 15 milioni) in TRANSITO migratorio, o in migrazione terminale da Nord e dai Balcani (“calate” da gelo in dicembre, gennaio).




      Per chi fosse interessato può scaricare l'intero documento nel link seguente La Beccaccia Scientifica.