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    • I Trofei

      Per il cacciatore alpino i trofei sono ricordi di una riuscita azione venatoria.

      Consideriamo trofei:

      • L'ornamento del capo degli ungulati: palchi, corna, lumache
      • La pelle dei predatori
      • la barba del camoscio, del cervo e del tasso
      • Lo specchio del gallo forcello
      • Gli incisivi della marmotta
      • I canini dei cervi

      Valgono come trofei anche le zanne della volpe, le penne nere ad uncino del mascio di germano, i preparati di gallo cedrone o forcello imbalsamati "in toto" o anche di altri piccoli selvatici e perfino l'osso del pene dei selvatici predatori.


      TROFEI CEFALITICI

      Questi trofei si staccano al meglio usando una sega e tenendo l'animale appeso a testa in giù. La pelle della testa viene tagliata per il lungo e tirata su ambedue i lati verso il basso mettendo in evidenza la scatola cranica, le orecchie vengono separate dall'osso, senza staccarle dal mantello. A questo punto si sega la calotta cranica con una sega da ossi o con un saracco. Il taglio va condotto dall'angolo occipitale (posteriore) attraverso le cavità orbitali sino all'osso nasale. Si toglie il cervello da ambedue le metà craniche. Se il selvatico deve essere venduto, si richiude il mantello sul cranio aperto per migliorarne l'aspetto.Il cranio viene scarnificato sommariamente e quindi lasciato per un giorno in acqua fredda dopodichè lo si fa bollire per circa un'ora (maggiore l'età del selvatico maggiore la durata della bollitura). L'acqua bollente non deve venire a contatto con i palchi o le corna. Il rivestimento ceroso delle corna di camoscio può essere protetto con fogli d'alluminio. Il cranio bollito viene riulito accuratamente, comprese le cavità nasali e la caccia interna del cranio e quindi nuovamente bollito per breve tempo al fine di un completo sgrassaggio. Nel caso di camosci e degli altri cavicorni le corna vengono staccate con precauzione girandole intorno alle cavicchie ossee. Quindi si ricopre l'osso di ovatta e la si imbeve di acqua ossigenata al 30 percento. Attenzione in questa fase in quanto l'acqua ossigenata è ovviamente corrosiva! Questa soluzione serve a togliere i resti di carne e a sbiancare completamente l'osso. Dopo l'essicazione le corna vengono oste nuovamente sulle cavicchie, dopo che queste ultime siano state avvolte in un poco di carta di giornale e trapanate dall'interno per farle seccare.



      ALTRI TROFEI

      I denti della volpe o della marmotta possono essere estratti con la bollitura del cranio, ma in questo modo si screpolano. Se invece si pone il cranio per alcuni giorni in un secchio pieno di acqua si staccano ugualmente non appena il tessuto connettivo si è decomposto. La barba del camoscio si strappa al meglio subito dopo l'abbattimento ad animale ancora caldo. Già in questa fase i singoli ciuffi vengono separati socondo lunghezze diverse. I peli vengono avvolti nella carta assieme ad un listello di legno, per impedire che si pieghino, e vanno poi aperti nuovamente appena a casa, perchè possano seccarsi. Ci si comporto allo stesso modo coi peli ("barba") della criniera del cervo e con la barba dorsale del tasso. I canini dei cervi (della mascella) vegnono estratti aiutandosi con il coltello e si staccano poi con precauzione i brandelli di carne.



      Tratto dal Thread Preparazione dei trofei

      Autore : Rex61



      Commenti 1 Commento
      1. L'avatar di bansberia
        bansberia -
        Molto buono Rex, ma permettimi qualche aggiunta/variazione.

        1. La cottura di un'ora è lunga e, nel caso di capi giovani, può danneggiare le cartlagini che tengono unite le ossa nasali. Personalmente preferisco portare a bollore l'acqua, gettarla via e rimettere in cottura con acqua fredda e pulita. Con questo metodo odori e umidità dell'ambiente (leggasi: pace familiare) si riducono al minimo.

        2. Per il camoscio conviene, dopo aver estratto il cervello, praticare due fori all'interno del cranio in direzione dei cavicchi ossei che fanno da impalcatura alle corna. In questo modo il vapore va a scaldare i cavicchi e facilita il distacco degli "astucci" cioè le corna vere e proprie.

        3. I canini dei cervi si possono staccare con normali pinze, avenco cura di proteggere i denti con un panno. In Scozia, invece, ho visto gli accompagnatori infilare una chiave a stella (generalmente da 8 mm) sul dente, quindi estrarre il dente dando un colpo secco con un mazzuolo di legno. Il metodo sembra rozzo, ma invece produce denti quasi privi di carne della gengiva.

        4. Non occorre acqua ossigenata al 30%. Si può usare benissimo quella da 36 volumi per uso cosmetico (x sbiondire i capelli) che è meno aggressiva e non macchia mobili e suppellettili. Occorre, però, riporre il cranio fasciato e imbottito di ovatta entro un sacchetto di plastica e mettere il tutto al buio perchè l'acqua ossigenata viene decomposta rapidamente dalla luce. personalmente uso una scatola scura con coperchio che ripongo in cantina.
        Riaprire dopo una decina di ore, ma anche se passa un giorno non succede nulla di male.
        Invece dell'ovatta si possono usare fazzoletti carta oppure carta igienica, avendo cura di evitare carta con disegni colorati che macchierebbero le ossa.
        Se alla fine dell'operazione la pelle delle mani è sbiancata e/o irritata dall'acqua ossigenata basta ungere leggermente con un poco di olio (non occorre che sia extravergine, va bene anche un olio di facili costumi).

        Weidmannsheil!