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    • L’ORSA “DANIZA”: QUALE PROBLEMA?

      L’ORSA “DANIZA”: QUALE PROBLEMA?
      Perché uccidere un orso se l’orso aggredisce una persona? E’ questa la domanda di fondo che in tanti si pongono dopo l’aggressione ad un cercatore di funghi da parte dell’orsa denominata “Daniza” dai ricercatori del progetto Life Ursus del Trentino (ma non era meglio un’anonima sigla per definire questi animali soggetti di studi – sigla da dimenticare a ricerca conclusa –, anziché un nomignolo umano che è già di per sé è segno di addomesticamento e di assoggettamento all’uomo, quindi di animalismo viscerale?) e di cui tutta la stampa ed i media nazionali hanno scritto e parlato in questo uggioso mese d’agosto. Una domanda alla quale non è facile rispondere, perché è valida sia una risposta positiva che una negativa.

      Se un orso aggredisce una persona, per colpevole che la persona possa essere stata (eccessivo volontario avvicinamento?), è certo che lo rifarà, perché con quel comportamento l’orso ha superato quella barriera psicologica che gli faceva vedere nell’uomo un pericolo, quindi una paura che lo spingeva a rifiutare il contatto ravvicinato: aggredendo l’uomo l’animale ha avuto la prova di essere lui il più forte. E’ lo stesso fenomeno che spinge tigri, leoni, leopardi, elefanti, orsi bianchi ed orsi bruni, ed anche lupi e pescecani, a divenire aggressivi e, qualche volta, anche “antropofagi”. Nonostante questo, in molti casi (e potrebbe essere quello di Daniza) l’uomo ha il dovere primo di “perdonare” il gesto, di giustificarlo, in quanto l’orso non ha alcuna colpa degli errori commessi dall’uomo. Ma a condizione che non si ripeta, o che riveli atteggiamenti similari, perché altrimenti l’esigenza di difendere l’uomo diviene più importante che non la difesa di un animale ormai resosi un pericolo per chiunque frequenti i suoi luoghi. A meno che non si voglia riservare a quell’orso uno spazio naturale in cui lasciarlo vivere senza intrusioni umane: ma, per ovvie ragioni, questo non è più possibile nel nostro Paese e forse neanche altrove. Di solito, ovunque nel mondo gli animali che diventano uomo dipendenti vengono eliminati, o con la cattura o con l’uccisione. Cosa, quest’ultima, che si fa quasi sempre nel caso di Grizzly, Tigri e Leoni, animali di grande mole e di forte indole aggressiva. Se proprio si vuole essere clementi si dia quindi ancora una chance a Daniza (sebbene già in passato abbia creato problemi similari), ma poi, se il fatto si ripeterà, si decida una delle due soluzioni; e forse, umanamente, quella dell’uccisione è quella più pietosa e “compassionevole”, perché chiudere in una gabbia o in un recinto un animale vissuto in libertà per quindici anni sarebbe ancora più crudele! Pagherà lei una colpa che è dell’uomo. Ma l’uomo se ne faccia una ragione e da questa ragione impari a non sbagliare più. Ma anche non si gridi allo scandalo se chi ne ha responsabilità dovesse decidere di cautelarsi ordinando fin da ora la cattura o anche l’abbattimento di Daniza! Perché un errore e/o mancanza di previsione è già stato fatto con Daniza e/o con gli altri suoi compagni: se ne sono liberati troppi, per cui da una politica di rinsanguamento si è passati ad una di vero e proprio ripopolamento, essendovi oggi più orsi con sangue sloveno in Trentino di quanti che ancora portino sangue trentino nelle loro vene. E gli orsi del Trentino (come quelli dell’Abruzzo, dei Pirenei e della Spagna) erano e sono meno aggressivi verso
      l’uomo ed i suoi animali domestici di quanto non siano gli orsi bruni dell’Est Europa, dell’Asia o del Nord America. Forse bisognava rinsanguare, ma senza eccedere sull’immissioni di individui, affinché la popolazione si riformasse in tempi più lunghi (come si sta facendo nei Pirenei francesi): forse si è sbagliato solo nell’avere avuto fretta nel ricreare al più presto una popolazione ritenuta “vitale”!

      Dio non voglia che lo stesso processo di “rinsanguamento” non sia proposto per l’Orso marsicano, una popolazione di orsi ancora più miti di quelli del Trentino, tanto miti da aver fatto sparire dalle collettività locali l’atavica paura dell’orso che ha sempre caratterizzato l’uomo e che è ancora presente dove l’orso si è estinto facendone perdere la memoria. Allora sì, si giungerà allo sterminio di tutta la popolazione! Quindi, lungi dalle autorità la tentazione di dare ascolto a qualche studioso troppo ligio... o interessato!

      E’ vero che gli orsi e l’uomo possono convivere, come hanno scritto alcuni animalisti, ma alla condizione che agli orsi gli si riservino quegli spazi di vita che poi non gli si vuole lasciare, pretendendo di farne delle attrazioni turistiche ad ogni costo, quindi a farli credere (o farli divenire!) quasi domestici pur di soddisfare l’esigenza turistica (che poi significa business, per qualcuno!). Gli orsi ed i lupi devono avere i loro spazi, e l’uomo deve rispettarli e deve rimborsare i danni che arrecano, ma anche, l’uomo deve fare in modo che solo in quegli spazi essi possano continuare a vivere, e non pretendere di farli ritornare a vivere anche là dove la presenza dell’uomo deve essere primaria. Altrimenti si mente all’opinione pubblica, come fanno quasi tutti gli animalisti cercando di far credere che gli orsi sono solo degli “Yoghi” ed i lupi dei “Lupo Alberto”. Paciocconi e... intoccabili!

      Impedire l’eliminazione dei cosiddetti “orsi problematici” del Trentino è un fatto meramente animalista e non già conservazionista, in quanto trattandosi di orsi reintrodotti, basterà reintrodurne altri dei molti che vivono nell’Est Europa e tutto ritornerà come prima. Non dimentichiamoci che l’orso del Trentino oggi è divenuto, di fatto, un orso di importazione slovena, quindi non più a rischio di estinzione, in quanto se ne potranno reintrodurre quanti vorremo dall’Est Europa, se proprio lo vogliamo avere come elemento della biodiversità alpina.

      C’è chi sostiene che “non si chiudono mica le autostrade perché c’è stato un incidente”, e sembra un ragionamento giusto; ma, purtroppo, è proprio chi scrive queste cose che chiederebbe la chiusura delle autostrade se un orso vi venisse investito! E prova ne è il fatto che quando un orso è stato investito sulla Roma-L’Aquila c’è stato chi ha subito chiesto costose “barriere anti orso” lungo le autostrade d’Abruzzo! Al solito, l’animale posto al di sopra del valore uomo! Ah, quanta ragione hai Papa Francesco!


      Murialdo, 22 Agosto 2014

      Franco Zunino
      Segretario Generale Associazione Italiana Wilderness
      già primo studioso sul campo dell’Orso bruno marsicano
      Commenti 3 Commenti
      1. L'avatar di danielloa136
        danielloa136 -
        Mi permetto di inserirmi nel dibattito inaugurato dall'autorevole firma di Franco Zunino,Segretario dell'Ass. Italiana Wilderness di cui condivido da cacciatore le finalità e di cui ho letto il Suo saggio "I predatori compassionevoli",procuratomi da mio nipote l'avv.Giancarlo D'Aniello,membro dell'AIW,condividendone molte delle Sue argomentazioni in difesa della caccia. Ciò premesso ,vorrei fare alcune considerazioni sulla polemica insorta tra animalisti e non circa l'opportunità o meno di abbattere l'Orsa in questione. Come cacciatore ho avuto l'opportunità di cacciare l'orso in ben tre occasioni (due volte in Croazia ed una volta in Romania sui Carpazi) ed in tutte le occasioni ho approfondito con gli espertissimi gestori della fauna del posto le problematiche connesse alla presenza di tali animali con densità talora veramente notevoli in relazione alla presenza umana. Quello che ho appreso e,direi,sperimentato sul campo che l'orso molto difficilmente attacca l'uomo,nella grandissima generalità dei casi,se avvertito consapevolmente l'orso fugge. Tant'é che una signora che accompagnava noi cacciatori e fungeva da interprete con i guardiacaccia e le guide locali ci faceva presente che fin dalle scuole elementari i ragazzi venivano educati a praticare i boschi per la ricerca di fragole,lamponi , mirtilli o funghi con l'avvertenza di far rumore ,parlare ad alta voce e canticchiare. Ciò metteva in allerta l'orso che se la svignava. L'unica accortezza particolare era da usare in presenza di incontri con cuccioli d'orso(in genere in coppia),ancorché apparentemente soli. In questi casi mai avvicinarsi a loro e allontanarsi rapidamente perché mamma orso sicuramente é nelle vicinanze e diventa particolarmente aggressiva. Se però avverte per eventuali segnali sonori l'avvicinarsi dell'uomo, molto tempestivamente si allontana con i suoi cuccioli. Una esperienza del genere l'ho avuta nell'aprile 2009 in Romania a caccia del Cedrone. Nel recarci in fuoristrada in prossimità delle arene di canto rimanemmo in un passaggio intrappolati in un banco di neve particolarmente profondo,per cui ci vollero parecchie rumorosissime manovre con il motore spinto al massimo. Quando riuscimmo a liberare l'auto e a parcheggiarla in un posto sicuro,ci incamminammo alla luce delle torce per avvicinarci alle varie arene di canto e ad un centinaio di metri dall'inconveniente descritto notammo sulla neve le tracce freschissime dell'orsa con i suoi due piccoli che si erano nel frattempo allontanati. Concludendo il mio giudizio é che l'evento verificatosi allo sfortunato ed improvvido turista sia dovuto alla sua scarsa coscienza direi naturalistica, che nasce a sua volta da una distorta , distorcente ed imperante cultura Disneyana che tende ad attribuire agli animali comportamenti umani che tali non possono essere. In tutte le trasmissioni televisive e sulla grande stampa viene continuamente propinata una serie di scemenze che anzicché favorire rendono ancor più difficile il rapporto col mondo animale. Penso che ricordiate un altro evento venuto alla ribalta pochi anni fà quando due fotografi "naturalisti" si guadagnarano la carica di un rinoceronte in Sud Africa ,salvandosi per miracolo e con pochi danni. Concludendo ritengo che sia da respingere sotto tutti gli aspetti la tesi di abbattere l'orsa con i suoi piccoli,sarebbe un autentico delitto.Dovremmo essere contenti della presenza di una bio diversità così ricca e dobbiamo ricostruire un rapporto possibile con essa ,sia nel fruire entrambi (uomo ed animali) la natura con adeguata consapevolezza e cultura da parte dell'uomo sia provvedendo anche con le nostre infrastrutture a non ostacolare gli spostamenti di questi magnifici animali. Lo dico anche come ingegnere esperto di infrastrutture stradali. In italia purtroppo ,a differenza dei paesi confinanti (Slovenia,Croazia,Ungheria) non ho mai visto sovrappassi o sottopassi lungo le nostre grandi arterie stradali e ferroviarie che consentano il libero transito degli animal,creando barriere ai loro liberi spostamenti con pericoli di incidenti stradali e di vittime umane ed animali.La caccia a tali animali andrebbe eventualmente fatta in futuro non come esecuzione sommaria ma come caccia conservativa, laddove la densità interspecifica delle popolazioni di tali magnifici animali lo consenta. Come si comprende chi scrive non ha le fisime animaliste che con i loro risvolti culturali sono la causa primaria di tali eventi spiacevoli.
        Grazie per l'attenzione.
        Antonio D'Aniello
      1. L'avatar di big hunter
        big hunter -
        ciao Antonio, concordo con te sui contenuti del tuo post, solo che in italia come qualcuno prova ad entrare in una scuola,magari, solo per far conoscere gli animali selvatici, scoppia il putiferio e si assiste alla solita valanga di attacchi al mondo venatorio, comunque devo dire che il mio primo pensiero, quando ho appreso la notizia, è stato, il fungaiolo è andato a mettersi in mezzo tra mamma orsa ed i suoi cuccioli, forse per la sua propensione per un animalismo disneyano, come dicevi anche tu, che tutt'oggi impera nei loro salotti, pensando magari "poverini si sono smarriti", scatenando le ire, sacrosante, di mamma orsa che adesso rischia la sua splendida pelliccia per colpa di uno "sciocco", per l'aggettivo mi sono autocensurato altrimenti non sarebbe stato possibile pubblicarlo.

        Ps: ho conosciuto personalmente sia Franco Zunino che tuo nipote, l'Avv. Giancarlo D'Aniello, al Game Fair 2013 in occasione proprio della presentazione del libro "I Predatori Compassionevoli" che dopo avelo fatto autografare da Zunino ho letto, praticamente, tutto d'un fiato, e tra l'altro con Giancarlo ci si sente ogni tanto su FB
      1. L'avatar di D_Mirchi
        D_Mirchi -
        Insomma gira e rigira alla fine ci sono riusciti ad uccidere l'orsa, a quanto pare sembra essere stato un problema con l'anestetico utilizzato per la cattura, ma dico io, perché non l'hanno lasciata stare in santa pace...
        Un complimenti agli animalisti che come al solito hanno dimostrato le loro capacità e competenze verso le cose che contano davvero, bravi .... C......i