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subacquea

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..:: Subacquea ::..

Pescasub in generale ...


La pesca in apnea è una disciplina antichissima, probabilmente praticata da sempre dall'uomo in forme rudimentali per procurarsi il cibo immergendosi sott'acqua. L'evoluzione nella sua forma moderna è avvenuta però soprattutto nell'ultimo secolo, grazie alle innovazioni nelle tecniche e nelle attrezzature subacquee. Storicamente denominata "pesca subacquea", oggi si preferisce chiamarla "pesca in apnea" per sottolinearne il valore sportivo e la radicale differenza rispetto alle pratiche illegali di bracconaggio effettuate con l'ausilio di autorespiratori (la pesca con le bombole, vietata in Italia ed in molti altri paesi).
La sportività e il fascino di tale disciplina è determinato dal fatto che l'immersione si svolge in apnea, cioè trattenendo il fiato per pochi minuti (massimo 2-3 per i migliori atleti), cercando la preda libera nel suo habitat naturale. Il successo di un'azione di pesca è determinato soprattutto dall'adattamento del pescatore all'ambiente marino, nel quale cerca di muoversi come se fosse anch'egli un pesce predatore. Tale adattamento, definito "acquaticità", si acquisisce con anni di esperienza ed allenamento e conduce il pescapneista a muoversi in modo fluido e silenzioso sott'acqua. Per raggiungere tale obiettivo è fondamentale unire il rilassamento, che consente di diminuire il consumo di ossigeno, alla concentrazione necessaria perché l'azione di pesca giunga a buon fine.

Compensazione forzata


La compensazione forzata dell'orecchio medio è una tecnica per adattare la pressione dell'orecchio medio a quella ambientale; in particolare viene utilizzata nell'ambito delle immersioni subacquee.
Scopo della compensazione
Per effetto della pressione esterna, l'aria contenuta nei polmoni tende a raggiungere tutte le cavità del nostro organismo, compensandole in modo spontaneo fatta eccezione per: l'orecchio medio.
Tutto ciò avviene poichè la trachea, la laringe, i seni frontali e quelli paranasali, essendo collegati all'apparato respiratorio, ricevono dai polmoni aria alla stessa pressione di quell'esterna e, per effetto di quest'equivalenza, non subiscono nessun tipo di danneggiamento, né tantomeno sono a rischio d'implosione.
Anche l'apparato uditivo è collegato alle vie respiratorie, ma l'orecchio medio, a causa di una particolare struttura chiamata tromba di Eustachio (canale particolarmente stretto), non riesce a compensare spontaneamente ed ha bisogno di particolari manovre per raggiungere un'equivalenza di pressione con l'esterno... Continua >



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