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      Di Pubblicato il 12/03/2012 08:54     Numero di Visualizzazioni: 3520 

      Per il cacciatore alpino i trofei sono ricordi di una riuscita azione venatoria.

      Consideriamo trofei:

      • L'ornamento del capo degli ungulati: palchi, corna, lumache
      • La pelle dei predatori
      • la barba del camoscio, del cervo e del tasso
      • Lo specchio del gallo forcello
      • Gli incisivi della marmotta
      • I canini dei cervi

      Valgono come trofei anche le zanne della volpe, le penne nere ad uncino del mascio di germano, i preparati di gallo cedrone o forcello imbalsamati "in toto" o anche di altri piccoli selvatici e perfino l'osso del pene dei selvatici predatori.


      TROFEI CEFALITICI

      Questi trofei si staccano al meglio usando una sega e tenendo l'animale appeso a testa in giù. La pelle della testa viene tagliata per il lungo e tirata su ambedue i lati verso il basso mettendo in evidenza la scatola cranica, le orecchie vengono separate dall'osso, senza staccarle dal mantello. A questo punto si sega la calotta cranica con una sega da ossi o con un saracco. Il taglio va condotto dall'angolo occipitale (posteriore) attraverso le cavità orbitali sino all'osso nasale. Si toglie il cervello da ambedue le metà craniche. Se il selvatico deve essere venduto, si richiude il mantello sul cranio aperto per migliorarne l'aspetto.Il cranio viene scarnificato sommariamente e quindi lasciato per un giorno in acqua fredda dopodichè lo si fa bollire per circa un'ora (maggiore l'età del selvatico maggiore la durata della bollitura). L'acqua bollente non deve venire a contatto con i palchi o le corna. Il rivestimento ceroso delle corna di camoscio può essere protetto con fogli d'alluminio. Il cranio bollito viene riulito accuratamente, comprese le cavità nasali e la caccia interna del cranio e quindi nuovamente bollito per breve tempo al fine di un completo sgrassaggio. Nel caso di camosci e degli altri cavicorni le corna vengono staccate con precauzione girandole intorno alle cavicchie ossee. Quindi si ricopre l'osso di ovatta e la si imbeve di acqua ossigenata al 30 percento. Attenzione in questa fase in quanto l'acqua ossigenata è ovviamente corrosiva! Questa soluzione serve a togliere i resti di carne e a sbiancare completamente l'osso. Dopo l'essicazione le corna vengono oste nuovamente sulle cavicchie, dopo che queste ultime siano state avvolte in un poco di carta di giornale e trapanate dall'interno per farle seccare.


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