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le coturnici dei monti della duchessa |
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Jan 24, 2010 - 17:56 - da fausto boldrini
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Uscito dalla galleria di san rocco,sull'A24,esco al casello di Tornimparte;la strada si innalza rapidamente e già dai primi tornanti intravedo il bianco sulle cime della Duchessa,"ma è impossibile..siamo appena a metà settembre e già cè neve!ma và al diavolo.."Aspetti quel giorno da un anno,lo immagini come vuoi,una rappresentazione onirica del tuo essere cacciatore,il giorno perfetto "tu,i fidi cani e i tuoi compagni di caccia",mancano le cotorne ma sai che sono lì ...sulla montagna e tu le desideri fortissimamente."neve del cavolo!",ma si sa la speranza è l'ultima a morire:"domani il tempo ci sorriderà".
la notte si presenta nella sua forma più malinconica, piove e fa freddo,sicuramente in quota sarà caduta altra neve,però si va "sicuro che andiamo,venisse giù il finimondo,ma noi andiamo a cotorne".sveglia alle tre del mattino:svolgimento dei soliti rituali di preparazione e dentro in auto,con fucili,zaini e borse con i vestiti di ricambio.i cani avvertono che sarà un giorno speciale,dopo tanti passati ad oziare o in allenamenti, divertenti si ,ma la caccia è altra cosa.arrivati sul posto,1800 m.di quota ,ci attende la mattina di un precoce inverno:il gelido vento scuote le fronde dei faggi e trasforma la pioggia in spilli ghiacciati che ci percuotono il viso e si incollano sulle giacche.
iniziamo a salirein quota e con noi lanebbia che,sospinta dal vento,abbandonava il fondovalle ...in breve ci troviamo avvolti da un mantello di grigie nuvole;impossibile continuare e così decidiamo di fare una sosta,ci avvolgiamo nelle mantelle e attendiamo che il tempo decidesse per noi.per fortuna un tè caldo e un goccio di grappa fanno sempre bella presenza nei nostri zaini,così tra un sorso e un ricordo,una risata e una maledizione contro le condizioni climatiche i minuti trascorrono.la nebbia si è diradata e squarci di azzurro affiorano tra le bagnate pareti,flebili raggi di sole indorano le bianche vette delle montagne,riscaldando noi e i nostri cani che, con rinnovata lena ,riniziano a setacciare il territorio.ci portiamo al di sopra del limitare dei faggi cercando di raggiungere le rocce più grandi fino a sfiorarle"vedrai che i cunicoli ,scavati dall'erosione del vento e dell'acqua,avranno offerto un ricovero sicuro e asciutto alle coturnici".Billy, setter di quattro anni,autentico dominatore della montagna e dei suoi abitanti avverte un'emanazione ,portata da una folata di vento ,e si esibisce in una serie di guidate e soste(!);vedendomi in difficoltà nel raggiungerlo, causa la presenza di brecciare e l'ascesa sempre più erta,si ferma e attende che mi avvicini per poi ripartire "quando si dice il collegamento!".poi la ferma :il l cane si irrigidisce nei muscoli e proteso con il muso a valle indica un dirupo che si affaccia su di una parete verticale..in quei momenti,che siano pochi secondi o minuti,l'attesa è interminabile e rivoli di gelido sudore bagnano le tempie,le mani accarezzano nervosamente il grilletto della doppietta..tutto tace ,poi un frullo fragoroso(le ali producono un rumore metallico che bisogna viverlo per capirlo) e il cuore balza iin gola..un colpo d'istinto e la sagoma dell'uccello che si ribalta su se stessa due,tre volte prima di schiantarsi su una roccia ,cinquanta metri più a valle.il cuore decelera,la tensione scende e finalmente posso esultare;il cane riemerge con la coturnice delicatamente stretta nella bocca:un riporto da manuale.le immancabili congratulazioni al mio ausiliare,una carezza all'uccello delle rocce ..il tempo di ammirarne i colori sui fianchi,il rosso corallo del becco e delle zampe che il setter è di nuovo in punta a 50 metri.una rapida corsa,quel tanto che basta per avvicinarmi e 2 cotorni partono come folgori gettandosi tra lo sfasciume di rocce...due colpi esplosi più velocemente che posso..un'altro cotorno va a riempire il mio carniere .l'altro cotorno riempie quello di mio padre che ,da giù ha... [Continua ..]
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Pulizia delle armi a canna Liscia. |
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Dec 24, 2009 - 0:02 - da sutica
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Premetto che sono un maniaco della pulizia delle armi, secondo me avere un arma sporca o malcurata oltrechè farci correre il rischio di inceppamenti e/o rotture denota anche poco senso di rispetto verso un oggetto non certo di poco conto (si parla pur sempre di un arma) col quale svolgiamo una attività che ci impegna anima e cuore....si insomma c è quello che non esce di casa se non ha le scarpe belle lucidate e ingrassate?...ebbene io non esco di casa se il mio fucile non è lindo come mamma l'ha fatto.
mi permetto quindi di analizzare ed esporre (imho) i modi e i tempi di una corretta (e doverosa) pulizia.
I TEMPI:
sarebbe buona norma (o forse è meglio dire E' buona norma) pulire l'arma ogni qualvolta si utilizza. Questo è un dato di fatto. La camera,l'anima della canna, lo strozzatore (ove presente) ma anche l'otturatore e la carcassa in fase di sparo vengono a contatto con polveri e gas derivanti dalla combustione che hanno un notevole valore corrosivo se non asportati il prima possibile.
E' vero che tutte le aziende produttrici di armi hanno negli anni studiato finiture,cromature,anodizzazioni e trattamenti superficiali tali da scongiurare quanto piu possibile il rischio di corrosione di acciai e leghe. Cio tuttavia non ci giustifica a lasciare tutti questi bei residui di combustione e piombo sulle nostre belle canne ne a posticipare la pulizia fino a fine stagione. Percio diamoci da fare, una corretta pulizia si "sbriga" in pochi minuti...e non è detto che ci si annoi.
Detto questo vi chiederete "ma se io caccio il sabato pomeriggio e poi so che la domenica mattina riparto, devo comunque effettuare la pulizia il sabato rientrato a casa?" .... il "bon ton" direbbe di si....ma alle volte come dice un amico di mio padre "il fucile si pulisce sparando".....ma io non vi ho detto niente.
I MATERIALI:
senza dover fare una lista della spesa chilometrica quello che grossomodo ci occorre è questo:
1 bacchetta per scovoli
1 scovolo di lana
1 scovolo di crine
1 bomboletta di olio con propietà detergenti per armi
stracci grandi di cotone
pezzuole piccole di cotone (o straccetti)
carta a rotolo (tipo quella che usano nelle officine)
1 paio di guanti in filo di cotone
se si possiede un fucile con calcio in polimero potrebbe tornar utile una bomboletta di silicone spray (da utilizzare saltuariamente solo per la calciatura), viceversa per chi possiede calciature in legno tirate ad olio un buon olio specifico per legni della colorazione appropiata se applicato ogni tanto restituisce al legno colore e tonalità che col tempo potrebbero sbiadirsi (ricordatevi di applicarlo prima su una piccola porzione, poi se non si vedono aloni o anomalie applicarlo in toto)
Per i piu "fini" poi posso consigliare una boccetta di olio rigorosamente NO SPRAY da utilizzare per la parte esterna delle canne e tutte le parti interne dell arma (otturatore compreso), un detergente specifico per armi (utile quando le canne presentano una forte quantità di residui da combustione), un pennello o uno spazzolino da denti (per raggiungere le parti meno accessibili), un compressore d aria (per la pulizia dei semi auto è un portento)
I MODI:
Indossate i guanti...ed effetuate la pulizia in luogo sempre ben AERATO
per la pulizia interna della canna è sempre buona norma agire dalla culatta alla volata.Questo perchè lo sporco verrà portato a forzamento verso la parte piu stretta della canna facilitandoci la sua uscita. Nei basculanti questa operazione è quanto di piu facile visto che ci basterà "aprire" l'arma e agire dalle camere; nei semiauto occorrerà smontare la canna svicolandola dal serbatoio e dalla cassa....con un po di pratica vi accorgerete... [Continua ..]
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